Poemi Runici

 

ICELANDIC RUNE POEM

 

IL POEMA RUNICO ANGLO-SASSONE

Fu stampato a Londra nel 1705 da Hickes nel suo “Linguarum veterum septentrionalium Thesaurus”.
Si compone di 29 brevi stanze, di due o cinque righe ciascuna, precedute dalla descrizione dei caratteri runici e dei loro nomi.
Si presume che il poema sia databile a prima del nono secolo e deriva indubbiamente,per alcune tracce, da un antico poema scandinavo.

Fehu (La ricchezza) è un conforto per tutti gli uomini
Tuttavia ogni uomo deve darla liberamente
se vuole ottenere onore alla vista del Signore

Uruz (L’ Uro) è orgoglioso ed ha grandi corna
è una bestia selvaggia e combatte con le sue corna
guardiano delle brughiere
creatura coraggiosa.

Thurisaz (La spina) è estremamente appuntita, una cosa
malvagia per ogni cavaliere che la tocchi;
indicibilmente doloroso è per tutti coloro
che si siedano tra spine.

Ansuz (Il Dio) è la sorgente di tutte le lingue
un pilastro di saggezza e conforto per tutti gli uomini saggi
una benedizione e una gioia per ogni cavaliere

Raido (Cavalcare) è facile per ogni guerriero mentre è al coperto
ed è molto coraggioso colui che attraversa le strade
maestre a dorso del suo robusto cavallo

Kano (La fiaccola) è conosciuta da ogni essere vivente
per la sua fiamma chiara e splendente
e brucia sempre ovunque siedano i cavalieri

Gebo (La Generosità) porta credito e onore e sostiene
la dignità di una persona. Fornisce aiuto
e sussistenza agli uomini falliti che sono privi
di alcunché

Wunjo (La Gioia) da a colui che
non conosce la sofferenza i dispiaceri o l’ansietà
e prosperità e felicità regnano nella sua casa

Hagalaz (La Grandine) è il più bianco dei grani
Un vortice che scende dalla volta dei cieli
ed è sbattuto da folate di vento finché
si scioglie in acqua

Nauthiz (L'Afflizione) opprime il cuore; e tuttavia
spesso è fonte di aiuto e salvezza per i bambini
dell’uomo e per coloro che a tempo si preoccupano

Isa (Il Ghiaccio) è molto freddo ed estremamente scivoloso
brilla come il vetro e quasi come le gemme
è un pavimento lavorato dal gelo
bello da guardare

Jera (L'Estate) è una felicità per gli uomini
quando Dio, il Santo Re dei Cieli, consente
alla terra di produrre frutti splendenti
così per i ricchi come per i poveri

Eihwaz (Il tasso) è un albero dalla corteccia ruvida
solido in terra, sostenuto dalle sue radici
guardiano della fiamma e gioia per un podere

Perth (Gli scacchi) sono fonte di ricreazione e
divertimento quando i guerrieri siedono
allegramente insieme nella sala dei banchetti

Algiz (Il falasco) ha dimora nelle paludi
cresce nell’acqua e provoca orribili ferite
ricoprendo di sangue il guerriero che lo tocchi

Sowelu (Il sole) è sempre una gioia per i naviganti
(o nelle speranze dei naviganti) quando essi
viaggiano lontano sul bagno dei pesci
finché il destriero del profondo li riconduce a terra

Teiwaz (Il Dio Tyr) è una stella (guida); è bene aver fiducia
nei principi; è sempre sulla sua rotta sopra le
brume della notte e non scompare mai

Berkana (La betulla) non porta frutti e, sebbene senza
semi, mette in mostra i suoi polloni, poiché è
generato dalle sue foglie. I suoi rami sono
splendidi e meravigliosamente adorna
la sua cima alta da raggiungere il cielo

Ehwaz (Il cavallo) è una gioia per principi e guerrieri
un destriero orgoglioso e scalpitante
quando i ricchi a cavallo si scambiano parole su di lui
sempre fonte di conforto per gli instancabili

Mannaz (L’Uomo) è caro ai sui congiunti
con il suo compagno, poiché il Signore
col suo giudizio, affiderà alla terra
la misera spoglia

Laguz (L’acqua) appare interminabile agli uomini
se essi si avventurano su un legno instabile
e le onde del mare li terrorizzano
e il destriero del profondo
non tiene a freno le sue briglie

Inguz (Il Dio Ing) in principio fu visto dagli uomini tra
i danesi dell’Est, finché partì verso Est cavalcando
le onde seguito dal suo carro
Così gli Heardigas chiamarono l’eroe

Othila (La Proprietà) è molto caro ad ogni uomo
Se può godere nella sua casa in giusta e meritata
costante prosperità

Dagaz (Il Giorno) la luce gloriosa del creatore è mandata
dal Signore; è amata dagli uomini, fonte di speranza
e felicità sia per il ricco che per il povero e di utilità
per tutti

Ac (La quercia) ingrassa la carne (del maiale) per i
bambini dell’uomo; spesso attraversa il bagno delle
sule e l’oceano dimostra come la quercia
possa tener fede in modo onorevole

Aesc (Il frassino) è estremamente alto e prezioso per
gli uomini. Con il suo robusto tronco offre ostinata
resistenza sebbene molti uomini cerchino di intaccarlo

Yr è sorgente di gioia e onori per principi e cavalieri
sta bene sul dorso del cavallo ed è un’attrezzatura
adatta al viaggio

Iar è un pesce di fiume e tuttavia si nutre sempre
sulla terra; ha una bella dimora circondata dall’acqua
dove vive felicemente

 

Ear (La tomba) è una cosa orribile per un cavaliere
Quando il cadavere rapidamente diviene freddo
E viene deposto nel grembo della terra
La prosperità declina la felicità svanisce
e i rapporti con tutti gli altri spezzati

 

ANGLO SAXON FUTHORK

Il Poema Runico Anglo-Sassone

(in lingua Anglo-Sassone antica)

Feoh byþ frofur fira gehwylcum;
sceal ðeah manna gehwylc miclun hyt dælan
gif he wile for drihtne domes hleotan.

Ur byþ anmod ond oferhyrned,
felafrecne deor, feohteþ mid hornum
mære morstapa; þæt is modig wuht.

Ðorn byþ ðearle scearp; ðegna gehwylcum
anfeng ys yfyl, ungemetum reþe
manna gehwelcum, ðe him mid resteð.

Os byþ ordfruma ælere spræce,
wisdomes wraþu ond witena frofur
and eorla gehwam eadnys ond tohiht.

Rad byþ on recyde rinca gehwylcum
sefte ond swiþhwæt, ðamðe sitteþ on ufan
meare mægenheardum ofer milpaþas.

Cen byþ cwicera gehwam, cuþ on fyre
blac ond beorhtlic, byrneþ oftust
ðær hi æþelingas inne restaþ.

Gyfu gumena byþ gleng and herenys,
wraþu and wyrþscype and wræcna gehwam
ar and ætwist, ðe byþ oþra leas.

Wenne bruceþ, ðe can weana lyt
sares and sorge and him sylfa hæfþ
blæd and blysse and eac byrga geniht.

Hægl byþ hwitust corna; hwyrft hit of heofones lyfte,
wealcaþ hit windes scura; weorþeþ hit to wætere syððan.

Nyd byþ nearu on breostan; weorþeþ hi þeah oft niþa bearnum
to helpe and to hæle gehwæþre, gif hi his hlystaþ æror.

Is byþ ofereald, ungemetum slidor,
glisnaþ glæshluttur gimmum gelicust,
flor forste geworuht, fæger ansyne.

Ger byþ gumena hiht, ðonne God læteþ,
halig heofones cyning, hrusan syllan
beorhte bleda beornum ond ðearfum.

Eoh byþ utan unsmeþe treow,
heard hrusan fæst, hyrde fyres,
wyrtrumun underwreþyd, wyn on eþle.

Peorð byþ symble plega and hlehter
wlancum [on middum], ðar wigan sittaþ
on beorsele bliþe ætsomne.

Eolh-secg eard hæfþ oftust on fenne
wexeð on wature, wundaþ grimme,
blode breneð beorna gehwylcne
ðe him ænigne onfeng gedeþ.

Sigel semannum symble biþ on hihte,
ðonne hi hine feriaþ ofer fisces beþ,
oþ hi brimhengest bringeþ to lande.

Tir byþ tacna sum, healdeð trywa wel
wiþ æþelingas; a biþ on færylde
ofer nihta genipu, næfre swiceþ.

Beorc byþ bleda leas, bereþ efne swa ðeah
tanas butan tudder, biþ on telgum wlitig,
heah on helme hrysted fægere,
geloden leafum, lyfte getenge.

Eh byþ for eorlum æþelinga wyn,
hors hofum wlanc, ðær him hæleþ ymb[e]
welege on wicgum wrixlaþ spræce
and biþ unstyllum æfre frofur.

Man byþ on myrgþe his magan leof:
sceal þeah anra gehwylc oðrum swican,
forðum drihten wyle dome sine
þæt earme flæsc eorþan betæcan.

Lagu byþ leodum langsum geþuht,
gif hi sculun neþan on nacan tealtum
and hi sæyþa swyþe bregaþ
and se brimhengest bridles ne gym[eð].

Ing wæs ærest mid East-Denum
gesewen secgun, oþ he siððan est
ofer wæg gewat; wæn æfter ran;
ðus Heardingas ðone hæle nemdun.

Eþel byþ oferleof æghwylcum men,
gif he mot ðær rihtes and gerysena on
brucan on bolde bleadum oftast.

Dæg byþ drihtnes sond, deore mannum,
mære metodes leoht, myrgþ and tohiht
eadgum and earmum, eallum brice.

Ac byþ on eorþan elda bearnum
flæsces fodor, fereþ gelome
ofer ganotes bæþ; garsecg fandaþ
hwæþer ac hæbbe æþele treowe.

Æsc byþ oferheah, eldum dyre
stiþ on staþule, stede rihte hylt,
ðeah him feohtan on firas monige.

Yr byþ æþelinga and eorla gehwæs
wyn and wyrþmynd, byþ on wicge fæger,
fæstlic on færelde, fyrdgeatewa sum.

Iar byþ eafix and ðeah a bruceþ
fodres on foldan, hafaþ fægerne eard
wætre beworpen, ðær he wynnum leofaþ.

Ear byþ egle eorla gehwylcun,
ðonn[e] fæstlice flæsc onginneþ,
hraw colian, hrusan ceosan
blac to gebeddan; bleda gedreosaþ,
wynna gewitaþ, wera geswicaþ.

 

 

ANGLO SAXON FUTORK

(in lingua Inglese Moderna)

Wealth is a comfort to all men;
yet must every man bestow it freely,
if he wish to gain honour in the sight of the Lord.

The Aurochs is proud and has great horns;
it is a very savage beast and fights with its horns;
a great ranger of the moors, it is a creature of mettle.

The thorn is exceedingly sharp,
an evil thing for any knight to touch,
uncommonly severe on all who sit among them.

The mouth is the source of all language,
a pillar of wisdom and a comfort to wise men,
a blessing and a joy to every knight.

Riding seems easy to every warrior while he is indoors
and very courageous to him who traverses the high-roads
on the back of a stout horse.

The torch is known to every living man by its pale, bright flame;
it always burns where princes sit within.

Generosity brings credit and honour, which support one's dignity;
it furnishes help and subsistence
to all broken men who are devoid of aught else.

Bliss he enjoys who knows not suffering, sorrow nor anxiety,
and has prosperity and happiness and a good enough house.

Hail is the whitest of grain;
it is whirled from the vault of heaven
and is tossed about by gusts of wind
and then it melts into water.

Trouble is oppressive to the heart;
yet often it proves a source of help and salvation
to the children of men, to everyone who heeds it betimes.

Ice is very cold and immeasurably slippery;
it glistens as clear as glass and most like to gems;
it is a floor wrought by the frost, fair to look upon.

Summer is a joy to men, when God, the holy King of Heaven,
suffers the earth to bring forth shining fruits
for rich and poor alike.

The yew is a tree with rough bark,
hard and fast in the earth, supported by its roots,
a guardian of flame and a joy upon an estate.

Peorth is a source of recreation and amusement to the great,
where warriors sit blithely together in the banqueting-hall.

The Eolh-sedge is mostly to be found in a marsh;
it grows in the water and makes a ghastly wound,
covering with blood every warrior who touches it.

The sun is ever a joy in the hopes of seafarers
when they journey away over the fishes' bath,
until the courser of the deep bears them to land.

Tiw is a guiding star; well does it keep faith with princes;
it is ever on its course over the mists of night and never fails.

The poplar bears no fruit; yet without seed it brings forth suckers,
for it is generated from its leaves.
Splendid are its branches and gloriously adorned
its lofty crown which reaches to the skies.

The horse is a joy to princes in the presence of warriors.
A steed in the pride of its hoofs,
when rich men on horseback bandy words about it;
and it is ever a source of comfort to the restless.

The joyous man is dear to his kinsmen;
yet every man is doomed to fail his fellow,
since the Lord by his decree will commit the vile carrion to the earth.

The ocean seems interminable to men,
if they venture on the rolling bark
and the waves of the sea terrify them
and the courser of the deep heed not its bridle.

Ing was first seen by men among the East-Danes,
till, followed by his chariot,
he departed eastwards over the waves.
So the Heardingas named the hero.

An estate is very dear to every man,
if he can enjoy there in his house
whatever is right and proper in constant prosperity.

Day, the glorious light of the Creator, is sent by the Lord;
it is beloved of men, a source of hope and happiness to rich and poor,
and of service to all.

The oak fattens the flesh of pigs for the children of men.
Often it traverses the gannet's bath,
and the ocean proves whether the oak keeps faith
in honourable fashion.

The ash is exceedingly high and precious to men.
With its sturdy trunk it offers a stubborn resistance,
though attacked by many a man.

Yr is a source of joy and honour to every prince and knight;
it looks well on a horse and is a reliable equipment for a journey.

Iar is a river fish and yet it always feeds on land;
it has a fair abode encompassed by water, where it lives in happiness.

The grave is horrible to every knight,
when the corpse quickly begins to cool
and is laid in the bosom of the dark earth.
Prosperity declines, happiness passes away
and covenants are broken.

 

 

IL POEMA RUNICO NORVEGESE

Il poema, che ha molta attinenza con quello anglosassone, è fatto risalire ad un autore norvegese della fine del 13mo secolo. Si compone di distici esametri ognuno dei quali contiene due affermazioni semi staccate di carattere sentenzioso.

 

La ricchezza è causa di discordia tra parenti
Il lupo vive nella foresta

Le scorie derivano dal ferro cattivo
La renna spesso pascola sulla neve gelata

Il gigante è causa di angoscia per le donne
La sfortuna rende felici ben pochi uomini

L’estuario è la via della maggior parte dei viaggi
Ma il fodero è della spada

Si dice che cavalcare sia la cosa peggiore per i cavalli
“Regin” forgiò la spada migliore

Le piaghe sono fatali per i bambini
La morte rende pallido il cadavere

La grandine è il più freddo dei grani
Cristo creò il mondo antico

La costrizione da scarse possibilità
Un uomo nudo gela dal freddo

Ghiaccio noi chiamiamo il largo ponte
Il cieco deve essere guidato

L’abbondanza è un vantaggio per gli uomini
Io dico che Ftrothi* fu generoso

Il sole è la luce del mondo
Mi inchino al decreto divino

Tyr è un dio da una mano sola
Spesso il fabbro deve soffiare

La betulla ha foglie più verdi di qualunque altra pianta
Loki ebbe fortuna nella sua falsità

L’uomo è un insieme di polvere
Forte è l’artiglio del falco

Una cascata è un fiume che cade da un fianco della montagna
Ma gli ornamenti sono d’oro

Il tasso è l’albero più verde in inverno
Si vuole che crepiti quando brucia

 

 

Il Poema Runico Norvegese

(In Lingua Norvegese antica)

1- Fé vældr frænda róge;
føðesk ulfr í skóge.

2- Úr er af illu jarne;
opt løypr ræinn á hjarne.

3- Þurs vældr kvinna kvillu;
kátr værðr fár af illu.

4- Óss er flæstra færða
fo,r; en skalpr er sværða.

5- Ræið kveða rossom væsta;
Reginn sló sværðet bæzta.

6- Kaun er barna bo,lvan;
bo,l gørver nán fo,lvan.

7- Hagall er kaldastr korna;
Kristr skóp hæimenn forna.

8- Nauðr gerer næppa koste;
nøktan kælr í froste.

9- Ís ko,llum brú bræiða;
blindan þarf at læiða.

10- Ár er gumna góðe;
get ek at o,rr var Fróðe.

11- Sól er landa ljóme;
lúti ek helgum dóme.

12- Týr er æinendr ása;
opt værðr smiðr blása.

13- Bjarkan er laufgrønstr líma;
Loki bar flærða tíma.

14- Maðr er moldar auki;
mikil er græip á hauki.

15- Logr er, fællr ór fjalle
foss; en gull ero nosser.

16- Ýr er vetrgrønstr viða;
vænt er, er brennr, at sviða.

 

Il Poema Runico Norvegese

(In lingua inglese Moderna)

 

Younger Futhork

1- Wealth is a source of discord among kinsmen;
the wolf lives in the forest.

2- Dross comes from bad iron;
the reindeer often races over the frozen snow.

3- Giant causes anguish to women;
misfortune makes few men cheerful.

4- Estuary is the way of most journeys;
but a scabbard is of swords.

5- Riding is said to be the worst thing for horses;
Reginn forged the finest sword.

6- Ulcer is fatal to children;
death makes a corpse pale.

7- Hail is the coldest of grain;
Christ created the world of old.

8- Constraint gives scant choice;
a naked man is chilled by the frost.

9- Ice we call the broad bridge;
the blind man must be led.

10- Plenty is a boon to men;
I say that Frothi was generous.

11- Sun is the light of the world;
I bow to the divine decree.

12- Tyr is a one-handed god;
often has the smith to blow.

13- Birch has the greenest leaves of any shrub;
Loki was fortunate in his deceit.

14- Man is an augmentation of the dust;
great is the claw of the hawk.

15- A waterfall is a River which falls from a mountain-side;
but ornaments are of gold.

16- Yew is the greenest of trees in winter;
it is wont to crackle when it burns.

 

IL POEMA RUNICO ISLANDICO

Il Poema Runico Islandico, che si suppone risalga al 15mo secolo è, in qualche modo, più elaborato di quello norvegese.
Si compone di sedici brevi stanze che trattano, in sucessione, dei nomi delle lettere dell’alfabeto runico scandinavo.
In ognuna di queste stanze sono contenuti tre “Kenningar”, elaborate perifrasi che abbondano nella tecnica dei poemi scaldici islandesi. La prima e la seconda riga sono collegate da allitterazione e la terza ha due sillabe allitterate per suo conto. L’alfabeto Runico Islandico conteneva diverse lettere in più a quel tempo, ma qui sono trattate solo le sedici lettere usate nell’epoca Vichinga.

 

La ricchezza = fonte di discordia tra i parenti
e fuoco del mare
e sentiero del serpente

Burrasca = pianto delle nuvole
e rovina per il raccolto del fieno
e disperazione del pastore

Gigante = tortura delle donne
e abitante delle rupi
e marito di una gigantessa

God = vecchio Gautr
e principe di Asgard
e signore del Valalla

Cavalcare = gioia del cavaliere
e viaggio veloce
e fatica per il destriero

Piaga = malattia fatale per i bambini
e punto doloroso
E causa di mortificazione

Grandine = granulo freddo
e pioggia ghiacciata
e malattia dei serpenti

Costrizione = dolore della schiava
e stato di oppressione
E infaticabile lavoro

Ghiaccio = corteccia dei fiumi
e tetto dell’onda
e distruzione dei suoi abitanti

Abbondanza = vantaggio per gli uomini
e buona estate
E prosperi raccolti

Sole = scudo delle nuvole
e raggio splendente
e distruttore del ghiaccio

Tyr = Dio con una mano sola
e avanzi del lupo
e principe dei templi

Betulla = ramo frondoso
e piccolo albero
E fresco, giovane arbusto

Uomo = gioia dell’uomo
e incremento della terra
e decoratore di navi

Acqua = gorghi e corrente
e grandi geyser
e terra dei pesci

Yr = arco piegato
e fragile ferro
e gigante della freccia

 

IL POEMA RUNICO ISLANDICO

(in lingua Islandica antica)

Fé er frænda róg
ok flæðar viti
ok grafseiðs gata
aurum fylkir.

Úr er skýja grátr
ok skára þverrir
ok hirðis hatr.
umbre vísi

Þurs er kvenna kvöl
ok kletta búi
ok varðrúnar verr.
Saturnus þengill.

Óss er algingautr
ok ásgarðs jöfurr,
ok valhallar vísi.
Jupiter oddviti.

Reið er sitjandi sæla
ok snúðig ferð
ok jórs erfiði.
iter ræsir.

Kaun er barna böl
ok bardaga [för]
ok holdfúa hús.
flagella konungr.

Hagall er kaldakorn
ok krapadrífa
ok snáka sótt.
grando hildingr.

Nauð er Þýjar þrá
ok þungr kostr
ok vássamlig verk.
opera niflungr.

Íss er árbörkr
ok unnar þak
ok feigra manna fár.
glacies jöfurr.

Ár er gumna góði
ok gott sumar
algróinn akr.
annus allvaldr.

Sól er skýja skjöldr
ok skínandi röðull
ok ísa aldrtregi.
rota siklingr.

Týr er einhendr áss
ok ulfs leifar
ok hofa hilmir.
Mars tiggi.

Bjarkan er laufgat lim
ok lítit tré
ok ungsamligr viðr.
abies buðlungr.

Maðr er manns gaman
ok moldar auki
ok skipa skreytir.
homo mildingr.

Lögr er vellanda vatn
ok viðr ketill
ok glömmungr grund.
lacus lofðungr.

Ýr er bendr bogi
ok brotgjarnt járn
ok fífu fárbauti.
arcus ynglingr.

 

YOUNGER FUTHORK

Il Poema Runico Islandico

(in lingua Inglese Moderna)

Wealth
source of discord among kinsmen
and fire of the sea
and path of the serpent.

Shower
lamentation of the clouds
and ruin of the hay-harvest
and abomination of the shepherd.

Giant
torture of women
and cliff-dweller
and husband of a giantess.

God
aged Gautr
and prince of Ásgarðr
and lord of Vallhalla.

Riding
joy of the horsemen
and speedy journey
and toil of the steed.

Ulcer
disease fatal to children
and painful spot
and abode of mortification.

Hail
cold grain
and shower of sleet
and sickness of serpents.

Constraint
grief of the bond-maid
and state of oppression
and toilsome work.

Ice
bark of rivers
and roof of the wave
and destruction of the doomed.

Plenty
boon to men
and good summer
and thriving crops.

Sun
shield of the clouds
and shining ray
and destroyer of ice.

Týr
god with one hand
and leavings of the wolf
and prince of temples.

Birch
leafy twig
and little tree
and fresh young shrub.

Man
delight of man
and augmentation of the earth
and adorner of ships.

Water
eddying stream
and broad geysir
and land of the fish.

Yew
bent bow
and brittle iron
and giant of the arrow.

Il materiale pubblicato su queste pagine è stato preso dal libro "Runemal, il Grande Libro delle Rune" pubblicato con la casa editrice L'Età dell'Acquario.
 

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