Pietre Runiche

hallristningar 1

 

Hallristningar, Gli Antenati delle Pietre Runiche

Gli hallristningar o ristningar (parola svedese che significa “petroglifo”), sono incisioni su roccia dipinte di rosso che si trovano in Svezia ed in Norvegia, datate a partire dal 5000 a. C. Le più antiche si trovano nella provincia di Jämtland, nel nord, e ritraggono animali selvatici come alci, renne, orsi e foche (Troviamo una foto dei hallristningar sulla copertina di questo libro).

 

animali preistorici

 

Il periodo che va dal 2300 al 500 a. C. è stato quello più produttivo e le immagini incise raffigurano scene di agricoltura, di guerra, navi e animali domestici. I petroglifi più recenti sono quelli di Bohuslän, datati 800-500 a. C. Alcuni di questi simboli, come possiamo vedere nell'immagine qui sotto, precorrono quelli runici, in particolare possiamo riconoscere Teiwaz, Algiz, Gebo, inguz e Isa.

 

hallristningar simboli

I simboli degli hallristningar, antenati delle rune.

 

Pietre Runiche

Il termine pietra runica indica tipicamente un tipo di grossa pietra sollevata da terra con disegni ed iscrizioni runiche, ma il termine può anche applicarsi a rocce e massi. La tradizione delle pietre runiche inizia nel IV secolo, con una gran parte di pietre erette nel tardo periodo vichingo per terminare infine nel XII secolo. La maggior parte delle pietre si trova in Scandinavia mentre alcune altre sono nei luoghi dove gli uomini del nord arrivarono durante i viaggi e le esplorazioni dell'Era Vichinga.

Queste pietre commemorative, che spesso narrano le gesta di uomini ed eroi caduti in battaglia, erano in origine sorprendentemente colorate, come testimoniano i resti di pittura nelle incisioni, anche se il tempo purtroppo le ha sbiadite.

 

La tradizione è citata sia nella Saga di Yngling che nell'Havamal:

 

“Per gli uomini importanti si dovrebbe erigere un tumulo alla loro memoria, e per tutti gli altri guerrieri che si sono distinti per la loro umanità una pietra eretta, questa usanza rimase ben oltre il tempo di Odino”...

Da: “La Saga degli Ynglingar”, paragrafo 8, la legge di Odino.

 

 

Sonr er betri,
þótt sé síð of alinn
eftir genginn guma;
sjaldan bautarsteinar
standa brautu nær,
nema reisi niðr at nið.

 

Un figlio è meglio
anche se nato postumo,
dopo che il padre è andato.
Raramente le lapidi
si ergono lungo la strada
se non le innalza il congiunto al congiunto.

 

tratto da: Edda Poetica, Hávamál, strofa 72.

 

 

 

 

 

 

 

 

 pietra di einang

Pietra runica di Einang

È una pietra runica situata vicino a Fagernes, in Norvegia con un'iscrizione in antico futhark in Proto-Norreno, datata IV secolo d.C.

E' una delle più antiche pietre runiche situata nel suo luogo di origine e forse la prima iscrizione con il nome “runo”cioè "runa", usato nel suo significato originale di “segreto”.

 

 iscrizione runica sulla pietra di Einang

 

L'iscrizione dice: "(Ek go)ðagastiz runo faihido"

che tradotto significa: "(Io, Gu)dagastiz ho scritto le rune"

 

testo pietra einang

Disegno del testo originale, si legge da destra verso sinistra

 

Le prime quattro lettere sono deteriorate perciò oggetto di congetture, il nome proprio poteva essere Gudagastiz, o simili.

La pietra runica di Einang si trova nel sito archeologico di Gardberg, Vestre Slidre, in Uppland, Norvegia. Nel sito vi sono numerosi tumuli di pietre così come zone con resti di fattorie e industrie primitive, dall'età della pietra in avanti.

 

 il sito archeologico della pietra runica di Einang

 Il sito archeologico della pietra runica di Einang

 

 

 

pietra runica di kilver

Pietra runica di Kilver

La prima pietra con inciso l'intero futhark antico è la pietra di Kilver, ritrovata a Stanga nel Gotland, datata V secolo.

 

particolare dell'iscrizione della pietra runica di Kilver

particolare dell'iscrizione della pietra runica di Kilver

 

Nel futhark le rune Perth e Eihwaz sono scambiate di posto, Ansuz e Berkana sono speculari e infondo troviamo la runa Teiwaz multipla: probabilmente si tratta di un'invocazione al dio Tyr.

 

 iscrizione della pietra runica di Kilver

Il futhark della pietra runica di Kylver

 

 

 

Pietra runica di Nolebi

Pietra runica di Noleby

È una pietra con incise le Rune dell'antico futhark in lingua proto norrena, scoperta ne 1894 nella fattoria di Stora Noleby nel Västergötland in Svezia e datata 600 d. C.

La pietra recita, tra le altre, le parole “runo ... raginakundo” che significa “rune di origine divina”, parole che appaiono anche sulla più tarda pietra runica di Sparlösa e nell' Hávamál dell'Edda Poetica. Essa rappresenta un documento importante nello studio della mitologia norrena poiché attesta come l'uso di espressioni e contenuti dell'Edda Poetica siano originali della storia scandinava.

L' iscrizione recita: “Io preparo le divine rune...per Hakoþuz”.

La pietra è conservata nel Museo Svedese delle antichità nazionali a Stoccolma.

 

 

 

 pietra runica di Bjørketorp

Pietra runica di Bjørketorp

Situata nel Blekinge, in Svezia, è parte di un sito megalitico che include sia menhir solitari che disposti in cerchio.

È una delle più alte pietre runiche al mondo, misura 4,2 metri in altezza e forma un imponente e suggestivo cerchio insieme ad altri due menhir che non portano incisioni di alcun tipo.

 

 sito di Bjorketorp

Il sito megalitico di Bjørketorp

 

Le Rune sono state incise tra il VI e il VII sec. d. C. in Proto-Norreno. L'iscrizione si divide in due parti, su due lati del menhir.

 

particolare dell'iscrizione runica di Biørketorp

Particolare dell'iscrizione di Björketorp 

Un messaggio più breve recita:

“Uþaraba spa”, che tradotto significa: “Io prevedo perdizione”.

incisione runica di Bjørketorp

Il messaggio sull'altro lato recita:

“Haidz runo runu, falh'k hedra ginnarunaz. Argiu hermalausz, ... weladauþe, saz þat brytz.”

La traduzione più accreditata è:

Io, maestro delle rune, nascosi qui rune di potere. Incessantemente (afflitto da) maleficio, (condannato a) insidiosa morte (è) colui che distrugge questo (monumento).

 

 

pietra runica di stentoften

Pietra runica di Stentoften

Originaria della città di Stentoften, Blekinge, Svezia. La Pietra runica di Stentoften è un monolito recante una maledizione in proto-norreno scoperta nel 1823 dal decano O. Hammer. Fu rinvenuta stesa a terra, con il lato inciso rivolto verso il basso, circondata da cinque grandi pietre. Di conseguenza la pietra faceva parte di un monumento più grande, simile al complesso di Björketorp sito poco più a est. Nel 1864 il monolito fu spostato nella chiesa di Sölvesborg, Svezia.

La maggior parte degli studiosi data l'incisione al VII secolo d.C. e fu utilizzato uno stile delle rune che si pone tra il Fuþark antico e quello recente.

 

stenoften runic stone inscription

Ipotesi di traduzione:

Per gli abitanti (di) <niuha> e (per gli) ospiti di <niuha> Haþuwulfar ha dato un buon anno. Hariwulfar ... ... Io, maestro delle rune(?), nascosi qui nove cervi, nove stalloni,Haþuwulfar ha dato un anno fecondo, Hariwulfar ... ... Io, maestro delle rune(?), nascosi qui rune di potere.
Incessantemente (afflitto da) maleficio, (condannato a) insidiosa morte sarà colui che questo romperà.

 

 

 

Pietra runica di Istaby

La Pietra runica di Istaby fu eretta nel Blekinge, Svezia, durante l'era di Vendel. Essa porta un incisione in proto-norreno

La pietra di Istaby la pietra runica di Stentoften e la Pietra runica di Gummarp probabilmente furono realizzate dalla stessa tribù. La pietra di Björketorp non riporta nessun nome e dista circa 10 chilometri dalle altre, per questo è stata collegata alle altre, in quanto riporta lo stesso stile di rune e il medesimo messaggio della pietra di Stentoften.

iscrizione pietra di istaby

Traslitterazione

Afatz hAriwulafa  hAþuwulafz hAeruwulafiz
hAþuwulafz hAeruwulafiz  Afatz hAriwulafa
warAit runAz þAiAz

 

Traduzione

In memoria di Hariwulfar. Haþuwulfar, figlio di Hariwulfar
Haþuwulf(a)r, figlio di Hariwulfar, In memoria di Hariwulfar
scrisse queste rune

 

 

 pietra runica di Berenzan

Pietra Runica di Berenzan'

Fu scoperta nel 1905, durante gli scavi in un luogo di sepoltura, dal professore di Odessa Ernst von Stern sull'isola di Berenzan', conosciuta anche come isola di Aitherios, dove il fiume Dniepr incontra il Mar Nero.

Misura 48 cm di larghezza, 47 cm di altezza e 12 cm di spessore e si trova nel museo di Odessa.

Fu incisa da Grani, un commerciante vichingo del Gotland, per il suo socio Karl.

L'iscrizione è completamente preservata e recita:

krani : kerþi : (h)alf : þisi : iftir : kal : fi:laka : si(n)

Trascrizione in antico norreno:

Grani gærði hvalf þessi æftiR Karl, felaga sinn.

Traduzione:

"Grani fece questa sepoltura in memoria di Karl, suo socio."

 

 

 

 

pietre runiche di Jelling

Pietre runiche di Jelling

La “moda” vera e propria delle pietre runiche commemorative inizia in Danimarca nel 960 d. C. quando re Harald Bluetooth appena battezzato, ordina di erigere la famosa Jelling Stone in memoria di suo padre re Gorm e di sua madre Thyrvè.

Le pietre di Jelling sono due grandi pietre runiche del X sec. trovate nella città di Jelling in Danimarca. La più antica delle due fu fatta erigere dal re Gorm in memoria di sua moglie Thyrvè. Il re Gorm fu il primo re di tutta la Danimarca.

Le iscrizioni runiche di queste due pietre sono considerate le più conosciute della Danimarca.

La più grande delle due fu fatta erigere da Harald Bluetooth figlio del re Gorm, in memoria dei suoi genitori, per celebrare la conquista della Danimarca e della Norvegia e la conversione dei Danesi al Cristianesimo.

 

jelling runestone

 

L'iscrizione recita:

“Re Harald ha ordinato l'erezione di questo monumento in memoria di Gormr, suo padre, ed in memoria di Thyrvè, sua madre. Harald che conquistò tutta la Danimarca e convertì in cristiani i Danesi”.
iscrizione runica pietra di jelling

La pietra presenta la figura di Cristo su un lato e sull'altro un serpente intorno ad un leone.

 

pietra di Jelling

Pietra di Harald Bluetooth

Le pietre si trovano nel cortile di una chiesa in mezzo a due grandi tumuli.

Esse rappresentano il periodo di transizione tra il paganesimo nordico e il processo di cristianizzazione della Danimarca e sono fortemente identificate con la creazione della Danimarca come stato-nazione.

 

jelling runestone small

Pietra di Thyrvè, Jelling

La più piccola ed antica delle due pietre recita:

“Il re Gorm ha fatto questo monumento in memoria di Thyrvè, sua moglie, salvezza della Danimarca”.

Recentemente sono state fatte alcune copie delle pietre di Jelling, per esporle nei musei scandinavi. Di queste, alcune presentano i colori originari.

 

In seguito alle pietre di Jelling, dozzine di capitribù e potenti clan norreni cercarono di imitare re Harald e l'usanza delle pietre runiche commemorative si diffuse dalla Danimarca sino in Svezia. In molti distretti la nuova tendenza durò una generazione mentre nelle province centrali, l'Uppland e il Soedermaland, la tradizione continuò sino al XII secolo.

In Scandinavia ci sono circa 3000 pietre runiche, mentre all'estero lla diffusione va da ovest (Pietre runiche dell'isola di Manx ) sino ad est (Pietra di Berezan' sul Mar Nero), e da nord (nello Jämtland) sino a sud (nello Schleswig).

Le pietre runiche sono distribuite in maniera piuttosto irregolare in Scandinavia: 250 sono in Danimarca, 50 in Norvegia, 2,500 in Svezia e nessuna in Islanda. Il distretto svedese di Uppland ha la più alta concentrazione con circa 1200 iscrizioni su pietra, mentre il Södermanland è secondo con 391.

 

Nell'isola di Man vi sono 30 pietre runiche dal IX sino ai primi dell'XI secolo. Altre sono state trovate in Inghilterra, in Irlanda, in Scozia e nelle isole Faroe mentre, con l'eccezione della pietra di Berenzan', non ve ne sono altre nell'est, probabilmente per la mancanza di disponibilità di pietre adatte.

Le pietre runiche venivano erette in posti particolari del paesaggio, nei luoghi in cui si tenevano le assemblee, accanto a strade, ponti e guadi.

Nelle chiese medievali spesso si trovano pietre runiche inserite nei muri e non è facile capire se fossero originariamente parte della costruzione o se siano state inserite in seguito. In alcune regioni le pietre runiche fanno parte di grandi tenute e sono inserite in modo da segnare punti importanti: le troviamo in cortili, cimiteri di famiglia o sui confini con altre tenute vicine.

 

Lo scopo principale di una pietra runica era quello di marcare il territorio, spiegare un'eredità, vantarsi delle costruzioni, ricordare ed elogiare i parenti defunti o raccontare eventi importanti.

La modalità nelle iscrizioni era pressochè identica: il testo recitava in memoria di chi la pietra era stata eretta, da chi e spesso spiegava la relazione tra il defunto e colui che l'aveva fatta erigere. In ultimo, l'iscrizione poteva raccontare dello status sociale del defunto, dei viaggi all'estero, del luogo in cui era morto e poteva infine contenere una preghiera.

 

Le pietre testimoniano i viaggi e le battaglie all'estero, i trionfi e le sconfitte vichinghe, gli uomini valorosi morti durante spedizioni e conquiste ma anche mentre svolgevano affari commerciali.

 

Sino al 1050, insieme ad alcuni oggetti e monete, le pietre runiche sono gli unici testi scritti che fungono da sorgente storica della Scandinavia e la loro importanza non è da trascurare poiché, rispetto agli oggetti in metallo e legno che possono essersi alterati o portati in altro luogo rispetto a quello di origine, queste restano le testimonianze più solide ed affidabili.

 

Inoltre ci permettono di conoscere l'evoluzione del linguaggio e della poesia, parentele, abitudini, insediamenti, rappresentazioni del paganesimo norreno, nomi di luoghi, spedizioni belliche e commerciali ed infine la diffusione del Cristianesimo.

 

 

 

 

pietra runica di Rok

Pietra runica di Rok

La pietra runica di Rok si trova nell'omonimo villaggio, nell'Ostergotland in Svezia. È una delle pietre runiche più famose ed è considerata il primo pezzo di letteratura svedese scritto. Per questo motivo segna l'inizio della storia della letteratura svedese. Si presume sia stata incisa intorno IX sec. d. C.

 

rok runestone

Pietra di Røk, parte alta, con rune tenda.

 

È ricoperta di rune sui cinque lati ed è in buon stato di conservazione. Sulla pietra si trova una citazione del re ostrogoto Teodorico il Grande.

I Futhark utilizzati nelle iscrizioni sono prevalentemente il Futhark Giovane e il “Short Twig” (bastoncini corti). Le rune in codice sono utilizzate in alto (rune tenda) e su un lato.

La pietra si trova sotto una tettoia vicino alla chiesa dove, nel XIX sec., fu trovata murata.

Dopo la classica iscrizione su chi ha inciso le rune, troviamo un poema scaldico.

Questo poema è stato interpretato come un'allusione a quella che viene chiamata la “Caccia Selvaggia” che Odino scatena sulla terra durante il periodo di Yule.

 

rok runestone text

Il testo del poema scaldico su Teodorico

 

 

Reð þioðrikR
hinn þurmoði,
stilliR flutna,
strandu HraiðmaraR.

 

SitiR nu garuR
a guta sinum,
skialdi umb fatlaðR,
skati Mœringa.

 

Regnava Teodorico
il coraggioso
principe dei guerrieri
sulle spiagge del mare di Hreid.

 

Siede adesso armato
su un cavallo gotico
lo scudo sulla spalla
eroe del Maringe

 

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Rok_runestone

http://www.avrosys.nu/prints/prints19-ark-runor-ristn.htm

 

 

 

LEGGENDE NORRENE

 

 

pietra runica di Rasmund leggenda di Sigurd

Iscrizione di Rasmund

La Pietra di Sigurd

La più popolare tra le leggende nordiche è senz'altro quella di Sigurd il trucidatore di draghi. Questa leggenda è dipinta su diverse pietre runiche tra le quali la più famosa è l'iscrizione di Rasmund.

Furono incise durante l'era vichinga e costituiscono le prime rappresentazioni norrene dei temi del Nibelungenlied e delle leggende di Sigurd dell'Edda Poetica, dell'Edda in Prosa e della Volsunga Saga.

Roccia con iscrizione di Rasmund

L'iscrizione di Rasmund non è propriamente una pietra runica perchè non è incisa su una pietra ma su una roccia piatta vicino a Ramsund, nella municipalità di Eskilstuna nel Södermanland, in Svezia. Si pensa sia stata incisa intorno all'anno 1000 ed è considerata un importante reperto di arte norrena.

 

sigurd runestone

Disegno dell'incisione di Rasmund

 

Spiegazione del disegno nell'iscrizione di Ramsund:

1)Sigurd nudo seduto davanti al fuoco mentre cuoce il cuore del drago Fafnir, per suo suocero Regin, fratello di Fafnir. Il cuore non è ancora cotto e quando Sigurd lo tocca si brucia e si mette il dito in bocca. Appena assaggia il sangue del drago inizia a comprendere il canto degli uccelli

2)Gli uccelli dicono che Regin non manterrà la promessa di riconciliazione e cercherà di uccidere Sigurd, questo è il motivo per cui Sigurd taglia la testa a Regin

3)Regin è morto steso vicino alla sua testa; gli attrezzi da fucina con cui a riforgiato Gram, la spada di Sigurd, sono sparsi intorno a lui

4)Il cavallo Grani è caricato con il tesoro del drago

5)È l'evento precedente quando Sigurd ha ucciso Fafnir

6)Mostra Otr all'inizio della saga.

particolare pietra runica di rasmundo

Particolare con Sigurd che mette il dito in bocca.

L'iscrizione è stata ordinata dalla stessa famiglia aristocratica che ha fatto erigere

la pietra runica di Bro e quella di Kjula. L'iscrizione nella fascia runica, il corpo del drago, è la commemorazione del defunto e non è la descrizione del mito, il quale viene usato probabilmente per la somiglianza del nome del defunto con quella dell'eroe.

Nel corpo a nastro del drago si legge:

siriþr : kiarþi : bur : þosi : muþiR : alriks : tutiR : urms : fur : salu : hulmkirs : faþur : sukruþar : buata : sis

Trascrizione in antico norreno:

Sigriðr gærði bro þasi, moðiR Alriks, dottiR Orms, for salu HolmgæiRs, faður SigrøðaR, boanda sins.

Traduzione:

"Sigríðr, madre di Alríkr, figlia di Ormr, fece questo ponte per l'anima di Holmgeirr, padre di Sigrøðr, suo marito."

 

 

 

pietra di Vasterljung 

Pietra di Væsterljung

Leggenda di Gunnar

Un altro importante personaggio della “Leggenda dei Nibelunghi” è Gunnar.

Sulla pietra runica di Västerljung, incisa su tre lati, troviamo il disegno di un uomo con serpenti attorcigliati intorno agli arti. Le sue braccia si allungano per afferrare un oggetto, probabilmente un'arpa, ma questa parte è danneggiata dovuto allo sfaldamento della pietra.

 

 

vasterljung_gunnar

Gunnar intrappolato dai serpenti, incisione dipinta sulla pietra di Västerljung

L'immagine riproduce un'antica versione della leggenda di Gunnar, dal poema di Atlakviða, contenuto nell'Edda poetica: nella leggenda Gunnar e suo fratello Hogni, vengono invitati dalla sorella Gudrun moglie di Atli, nella loro reggia. L'invito risulta essere una trappola di Atli per ottenere il loro tesoro; Hogni viene ucciso e Gunnar finisce nella buca dei serpenti, in cui si mette a suonare l'arpa per calmarli.

 

http://en.wikisource.org/wiki/Poetic_Edda

 

altuna stone

Thor e il serpente Midgard 

Pietra di Altuna
Thor e il serpente Midgard

La pietra mostra il mito di Thor in una spedizione di pesca insieme al gigante Hymir, mentre cerca di catturare il serpente Midgard. Due secoli più tardi l'islandese Snorri Sturluson scriveva: “Il serpente Midgard morse la testa del bue-esca preparata da Thor e l'amo gli si conficcò nel palato. Iniziò così una lotta furibonda in cui ad un certo punto Thor sfonda la barca con un piede. Il gigante terrorizzato taglia la lenza di Thor e così il serpente fugge sul fondo del mare”...

Nell'incisione sulla pietra di Altuna si vede il particolare del piede di Thor che fuoriesce dal fondo della barca.

 

 

ledberg stone

Pietra di Ledberg
Odino attaccato da Fenrir

Sulla pietra di Ledberg nell' Östergötland vediamo una scena che sembra tratta dal Ragnarök. In essa troviamo un guerriero con elmo e una bestia che gli morde un piede. Probabilmente si tratta del lupo Fenrir che attacca Odino. In fondo troviamo lo stesso uomo con le mani aperte e senza gambe. Sull' isola di Man si trova una pietra con una illustrazione molto simile in cui Odino, con spada e corvi sulle spalle, è attaccato da una bestia.

Sulla pietra si trova l'iscrizione in runico di una formula magica diffusa nel mondo nordico pagano. Essa recita:

“þmk iii sss ttt iii lll”, che andrebbe letto: “þistil mistil kistil”

Per prime troviamo le iniziali di ogni parola ed in seguito raggruppate le altre lettere che compongono le parole. Le parole si traducono: “cardo, vischio, scrigno” Una formula simile è stata trovata incisa anche su un sarcofago nella chiesa in legno di Lomen e sulla pietra di Gørlev, Sjælland, Danimarca. Si pensa fosse una formula di protezione per scacciare gli spiriti maligni.

hunnenstad

Il Monumento Hunnestad, disegno di Ole Worm da “Monumenta Danica”, 1643.

Monumento di Hunnestad
Leggenda della gigantessa Hyrrokin

Su una delle pietre appartenute al Monumento di Hunnestad in Scania, troviamo l'immagine di una donna che cavalca un lupo con i serpenti al posto delle redini. Si pensa che sia una citazione della leggenda delle gigantessa Hyrrokin quando fu convocata dagli dei per aiutare a spingere in mare la nave-bara Hringhorni di Balder durante il suo funerale, poiché era troppo pesante per loro. Si tratta dello stesso tipo di lupo a cui si fa riferimento come “cavallo delle Valkyrie” nella pietra runica di Rök.

 

Hyrrokin hunnenstad

La gigantessa Hyrrokin

Il Monumento Hunnestad si trovava un tempo a Hunnestad nel Marsvinsholm a nord ovest di Ystad, in Svezia, ed era il più grande e il più famoso monumento dell'era vichinga in Scania e in Danimarca, comparabile solo alle pietre di Jelling. Il monumento fu distrutto verso la fine del XVIII secolo da Eric Ruuth di Marsvinsholm, quando la tenuta subì una radicale modernizzazione, sebbene il monumento sopravvisse abbastanza per essere documentato e dipinto.

 

 

 

Pietre Runiche e Cristianesimo

In molte regioni il 50% delle pietre mostra traccie del Cristianesimo e nell'Uppland il 70% sono esplicitamente cristiane come mostrano le croci e le preghiere cristiane incise.

 

Östra Stenby runestone

Pietra di Östra Stenby, nell'Östergötland, Svezia

Le pietre runiche testimoniano come il Cristianesimo cambiò la società Norrena mostrandoci ad esempio il fatto che i defunti non venivano più sepolti nel cimitero del clan insieme agli antenati bensì nel cimitero della chiesa.

 

Colorazione delle pietre

Oggi la maggior parte delle pietre Runiche è dipinta con colore rosso “falu” per evidenziarne le incisioni, la scelta del colore rispetta pienamente lo stile originale.

“Fa” in norreno significa dipingere ed era l'antica parola usata per dire “scrivere le rune”: cioè “Fahido”. Anche Odino nell'Havamal recita: “Così io scrivo e coloro le rune” e Gudrun nel poema Guðrúnarkviða II recita: “Nella coppa c'erano rune di ogni tipo, scritte e colorate di rosso, non ho potuto leggerle”.

In alcune pietre runiche le iscrizioni stesse dichiarano che in origine le rune erano dipinte: una pietra nel Södermanland dice: “Qui staranno queste pietre, dipinte in rosso con le rune”; un altra recita: “ Ásbjörn ha inciso e Ulfr ha dipinto.”

In alcuni casi i colori originali si sono conservati insolitamente bene, specialmente quando le pietre sono state prese e usate come materiali da costruzione non molto tempo dopo che erano state erette e dipinte. Abbiamo un bell'esempio nelle pietre di Ardre che sono state trovate nel pavimento della chiesa omonima nel Gotland.

I colori più utilizzati erano, ocra rossa, ferro rosso, grigio cenere, calcio carbonato e altre terre che venivano mescolati con grasso e acqua. I Vichinghi inoltre importarono anche altri colori come ferro bianco, verde malachite e blu azzurrite dal continente. In alcune saghe è descritto l'uso di sangue per colorare le rune: in quella di Grettir la Völva Þuríðr incide rune nella radice di un albero e le colora con il proprio sangue per uccidere Grettir; nella saga di Egils Egill Skallagrímsson intaglia le “rune della birra” in un corno per bere e le dipinge con il suo stesso sangue per accertarsi che la bevanda sia avvelenata.

 

 

CLASSIFICAZIONE DEGLI STILI

Lo stile delle prime pietre runiche era piuttosto semplice: alcune rune incise, una parola, una frase, il futhark, ecc. mentre, con il passare dei secoli, le incisioni divennero sempre più complesse ed elaborate.

Negli anni '90 sono state create alcune categorie per differenziare questi stili. Esiste un database che si chiama progetto Rundata in cui sono schedate tutte le iscrizioni runiche sin ora scoperte, più di 6000. Qui sono inserite le pietre runiche suddivise nelle seguenti categorie:

gli stili sono: RAK, Fp, Pr1, Pr2, Pr3, Pr4 e Pr5, essi coprono il periodo che va dal 980 al 1130 d. C., periodo in cui furono create la maggior parte delle pietre runiche.

Le pietre con incisioni più complesse, quelle dell'ultimo periodo, per la maggior parte furono disegnate da maestri runici conosciuti con i nomi di Öpir e Visäte.

Gli stili Pr1 e Pr2 corrispondono allo stile Ringerike, mentre Pr3, Pr4 e Pr5 appartengono allo stile meglio conosciuto come stile Urnes

 

Gli stili delle decorazioni zoomorfe dell'era vichinga sono divisi in sei categorie: Oseberg, Borre, Jelling, Mammen, Ringerike e Urnes.

Lo stile Ringerike è uno stile zoomorfo scandinavo sviluppatosi tra il X e XI secolo, evolutosi dal precedente stile Mammen. Prende il nome da un gruppo di pietre runiche con motivi zoomorfi e fitomorfi scoperte nel distretto di Ringerike a nord di Oslo. I temi più comuni sono leoni, uccelli, animali a forma di fascia e spirali. Alcuni elementi appaiono per la prima volta nell'arte scandinava, tipi diversi di croci, palmette e nodi a forma di pretzel ( galletta salata ) che legano insieme due disegni.

Lo stile Urnes rappresenta l'ultima fase dello stile zoomorfo scandinavo. Si sviluppò dalla seconda metà dell'XI sec. Sino ai primi del XII sec. Lo stile prende il nome dal portone nord della chiesa in legno di Urnes in Norvegia, anche se la maggior parte degli oggetti in questo stile sono pietre runiche erette nello Uppland, in Svezia. Lo stile è caratterizzato da forme animali sottili e stilizzate intrecciate dentro stretti disegni. Le teste degli animali sono viste di profilo, gli occhi allungati a mandorla con appendici arricciate all'insù su nasi e colli.

Stile RAK

Lo stile RAK è il più antico e copre il periodo 980-1015 d. C. In questo stile non troviamo le teste di drago e la fine delle fasce scritte in runico è diritta.

Un esempio classico é la pietra runica di Rök. Un altro esempio è la pietra runica di Karlevi. Questa nella foto è una delle più semplici.

 

 

Vårfrukyrkan, Skänninge

Pietra in stile RAK, Vårfrukyrkan, Skänninge

 

 

Stile Fp

 

Questo stile appartiene al periodo che va dal 1010/1015 sino al 1040/1050, quando apparve lo stile Pr3. È caratterizzato da fasce runiche che finiscono con teste di animali viste da sopra.

 

19. Pietra runica in stile Fp esposta all'Aeroporto
di Arlanda a Stoccolma, Svezia.

 

 

Gli stili Pr (stili di profilo)

 

Negli stili chiamati Pr1, Pr2, Pr3, Pr4 and Pr5, le fasce runiche terminano con teste di animali viste di profilo.

 

 

Stile Pr1 (stile Ringerike)

 

Questo stile è contemporaneo di FP, utilizzato fino al 1010-1050 quando si è affermato il Pr3

 

20. Pietra di Angarn, stile Pr1

 

 

Stile Pr2 (stile Ringerike)

 

Questo stile è di poco posteriore a quello precedente e dura sino al 1020-1050, soppiantato anch'esso dal Pr3.

 

 

21. Pietra runica in stile Pr2

 

 

Pr3 (stile Urnes)

 

Questo stile succedette l' FP, il Pr1 e il Pr2 e fu utilizzato dal 1050 al 1080.

 

 

22. Pietra di Lingsberg in stile Pr3

 

 

Pr4 (stile Urnes)

 

Questo stile apparve verso il 1060/1070 e durò sino al 1100.

 

 

23. Pietra in stile Pr4, stile Urnes

 

 

Pr5 (stile Urnes)

 

Questo stile fu l'ultimo prima che si smettessero di erigere pietre runiche. Apparve nel 1080/1100 e durò fino al 1130.

 

 

24. Pietra runica in stile Pr5

 

 

 

Stile KB

 

Anche questo stile è usato dal progetto Rundata. Lo stile è diffuso nel Södermanland occidentale ed è caratterizzato da croci centrali bordate da fasce runiche.

 

25. Pietra runica in stile KB

 

 

 

LE PIETRE RUNICHE DIPINTE DEL GOTLAND

Per oltre 1500 anni gli abitanti del Gotland eressero pietre abilmente incise e decorate con simboli di dei ed eroi, di morte e resurrezione, scene drammatiche di battaglie e sacrifici, draghi intrecciati riempiti di rune.

 

 

Pietra di Laerbro, Stora Hammars

Le pietre erano erette in memoria e in onore dei defunti ma anche per incoraggiare i culti dell'epoca. Oggi queste pietre costituiscono monumenti unici della preistoria scandinava. Esse sono un'importante fonte di informazione sul mondo dei miti e delle saghe dei nostri antenati ed insieme forniscono dettagli di vita quotidiana dell'epoca.

 

Pietra di Sanda con Odino, Thor e Freyr al centro: il primo da sinistra è Odino con la sua lancia, segue Thor con il martello e dietro Freyr con il falcetto.

 

 

I segni e le figure sulle pietre dipinte illustrano concezioni religiose, abitazioni, indumenti, animali domestici e armi. Forniscono maggiori informazioni sui modelli delle navi e del loro equipaggiamento, sui carri e le slitte. Figure maschili che indossano elmi senza corna e barbe ben curate, donne con lunghi capelli intrecciati, mostrano un'immagine ben diversa da quella nota sui barbari del nord. Non mancano però terribili scene di sacrifici e morti violente.

 

Particolare della pietra di Hammars, con scena sacrificale

Sino ad oggi sono state scoperte più di 400 pietre dipinte, alcune sono ancora nel luogo d'origine mentre la maggior parte si trova esposta al Museo Storico del Gotland, al Museo Nazionale delle Antichità a Stoccolma, e presso il Museo all'aria aperta di Bunge, nel Gotland. Un certo numero furono “riciclate” in data più tarda, utilizzate nella costruzione di chiese, ponti, tombe e focolari. Le più antiche furono erette durante il V secolo e si trovavano principalmente presso i luoghi di sepoltura, mentre quelle più tarde, spesso in gruppo e datate sino al XII secolo, si trovano invece accanto a strade, ponti, luoghi di assemblea e luoghi sacrificali. Le pietre devono aver avuto un'importante funzione nelle cerimonie religiose poiché costituivano i monumenti commemorativi degli uomini più rispettati nelle comunità di quei tempi.

 

 

 

Le Pietre di Ardre

Si tratta di una collezione di 10 pietre runiche dipinte datate tra VIII e XI secolo che furono usate come base sotto il pavimento di legno della chiesa di Ardre nel Gotland e furono riscoperte intorno al 1900 durante il restauro della chiesa.

 

Pietra di Ardre VIII: in alto a destra vediamo Odino su Sleipnir.

La più grande e famosa è la pietra di Ardre VIII, datata tra VIII e IX secolo, che ritrae scene della mitologia nordica, conosciute come il racconto del fabbro Wyland e Odino che cavalca Sleipnir verso il Valhalla, che ritroviamo anche sulla pietra di Tjangvide.

 

Particolare della pietra di Tjangvide con Odino a cavallo di Sleipnir che arriva nel Valhalla e viene accolto da una Valkiria che gli porge un corno per abbeverarsi.

 

 

 

Pietra runica di Kensinton

 

La pietra runica di Kensington è stata scoperta ad Alexandria nel Minnesota, in Stati Uniti d'America, nel 1898 da un contadino di nome Olaf Ohman, sepolta a faccia in giù e avvolta tra le radici di un albero, a circa 15 cm sotto terra.

 

 

30. La pietra runica di Kensington

 

 

La pietra è incisa con lettere runiche su due lati, l'iscrizione dice:

 

“Otto Goti e ventidue Norvegesi in un viaggio di esplorazione, dal Vinland molto lontano verso ovest. Ci siamo accampati su due isole rocciose al nord, a un giorno di viaggio da questa pietra. Un giorno siamo andati fuori a pesca e al ritorno abbiamo trovato dieci uomini morti ricoperti di sangue. AVM ci salvi dal male.”

 

L'iscrizione sul lato stretto della pietra recita:

 

“Abbiamo 10 uomini sulla costa a curare le nostre navi a quattordici giorni di viaggio da questa isola. Anno 1362.”

 

 

31. L'scrizione runica sulla pietra di Kensington

 

 

L'iscrizione, se genuina, sarebbe una delle più lunghe iscrizioni runiche antiche mai trovate, certamente una delle più controverse. L'iscrizione attesterebbe la presenza dei Norvegesi in America 100 anni prima di Colombo.

 

La pietra è stata al centro di studi e discussioni sino ad oggi, poiché per molti esperti si tratta di un falso. Recentemente, alcuni ricercatori hanno trovato le prove di un codice segreto nascosto nell'iscrizione, che è stata scritta utilizzando l'alfabeto runico medievale. Wolter e Nielsen sostengono che questo codice, trovato in altre pietre nel Gotland in Svezia, fosse utilizzato dai Cavalieri Templari, ai tempi perseguitati dalla Chiesa, e spiegherebbe quindi anche il viaggio che li spinse così lontano dalla loro terra.

 

 

32. Alfabeto runico medievale

 

 

 

 

Le immagini a colori delle pietre runiche sono state prese dal sito http://www.runesnruins.com/runes/index.htm con il permesso del suo creatore Peo Rehn.

Altre immagini sono state prese dal sito http://www.avrosys.nu/prints/prints19-ark-runor-ristn.htm con il permesso del suo creatore Lars Henriksson

 

Sitografia:

http://www.runewebvitki.com/North%20American%20Runestones.htm

http://en.wikipedia.org/wiki/Style_Pr2#Pr2_.28Urnes_style.29

http://www.pitt.edu/~dash/monuments.html

http://www.runesnruins.com/runes/index.htm

http://www.avrosys.nu/prints/prints19-ark-runor-ristn.htm

http://www.gedevasen.dk/roekstone.html

http://www.runewebvitki.com/The%20Rune%20Primer.html

http://home.no.net/ahruner/gotland.htm

http://www.nordiska.uu.se/forskn/samnord.htm

 

Contatti

Telefono

+39.071.7959090
+39.348.8932874

Facebook

 

 

Seguici su Facebook

 

Newsletters