Introduzione

Edda di Snorri o Edda in prosa

 

Per comprendere il significato delle Rune è fondamentale conoscere la Mitologia e la Letteratura Nordiche, in cui si trovano citazioni ed importanti riferimenti all’utilizzo delle Rune.

La riscoperta delle Rune ci porta una sapienza antica ma attuale, poiché il mondo degli Archetipi al quale le Rune appartengono, fa parte dell’inconscio collettivo dell’umanità, passata e presente.

 

Le divinità nordiche non sono viste come creature perfette e irraggiungibili bensì possiedono tutti i difetti e le debolezze degli umani, non possono sfuggire al Wyrd, la forza della giustizia cosmica, simile al Karma, che li mette di fronte alle conseguenze delle loro azioni e neanche possono sfuggire alla morte, che arriva per tutti nel terribile Ragnarok, il crepuscolo degli dei.

 

Le principali fonti delle nostre conoscenze relative alla religione dei Germani sono:

- Le cronache degli autori latini (soprattutto il  "de Germania" di Tacito, scritta nel 98 d.C.);

- Le "Vitae" dei missionari, redatte a cavallo tra l'epoca del Basso Impero e l'Alto Medioevo;

- Le composizioni islandesi denominate "Edda poetica" (raccolta anonima di carmi risalenti, probabilmente, al IV-V secolo, ma compilata nella seconda metà del XIII secolo d.C.) e "Edda in prosa" (composta da Snorri Sturluson verso il 1220 circa);

- Le poesie degli scaldi, basate sul patrimonio comune germanico e caratterizzate dall'uso delle così dette "kenningar" o metafore poetiche (IX-XIV sec.);

- Le celebri saghe norrene (scritte nei secoli XII-XIII), racconti eroici, unici nel loro genere, che si pongono alla base del romanzo moderno;

- Le "Gesta Danorum" di Saxo Grammaticus, opera stilata tra il XII e il XIII secolo;

- Le genealogie dei re norvegesi;

- Le cronache degli insediamenti vichinghi in Islanda e Groenlandia;

- I resoconti di viaggiatori non scandinavi, come l'arabo Ibn Fadlan; 

- Gli autori cristiani, come Adamo di Brema; 

- Infine i toponimi, la numismatica, le ballate popolari, l'iconografia.

 

 

il Gigante Ymir nutrito dalla vacca primordiale Audumla

La Cosmogonia

Il Mito della Creazione

Il poema Voluspa ci racconta come è avvenuta l’origine del mondo e come era fatto il mondo degli dei.

All’inizio dei tempi quando non c’erano né il mare né la terra né il cielo, l’universo consisteva in un immenso baratro vuoto, il Ginnungagap, l'abisso degli abissi.

A nord del Ginnungagap, si estendeva il "Niflheim" la "casa della nebbia", la regione dei ghiacci eterni, dominata dal gelo e dalla nebbia.

Al sud del mondo si trovava il rovente "Muspellheim" "la casa dei distruttori del mondo" fatta di fuoco e di fiamme.

Il primo essere animato a comparire fu il gigante Ymir, nato dallo scontro tra il ghiaccio ed il fuoco dei due mondi, che formò un vapore particolarmente fecondo.

Dal vapore nacque anche "Adhumula", la "nutrice", l'enorme Vacca Cosmica del cui latte si nutriva Ymir.

Egli ricopriva tutta la terra e nelle smisurate cavità del suo corpo, celava un fuoco potentissimo che faceva si che il suo corpo avesse una temperatura altissima, e per questo veniva chiamato, "colui che fa bollire il fango".

Un giorno, mentre dormiva, cominciò a sudare e dalle gocce di sudore nacquero una moltitudine di esseri mostruosi ed enormi: la stirpe dei Giganti.

Nel frattempo Audhumla, leccando il ghiaccio salato che era il suo unico nutrimento, creò il primo essere umano: Buri, ossia Il Generante, che generò a sua volta un figlio Bor, il Generato.

Bor si unì a Bestla, una Gigantessa, ed ebbero tre figli, i primi Dei: Odino, Vili e Vè. Essi ingaggiarono una lotta furibonda con Ymir e lo uccisero, affogando nel diluvio del sangue la maggior parte dei Giganti.

Gli dei gettarono la sua enorme carcassa dentro Ginnungagap e crearono la terra. Alcuni lapilli incandescenti che giungevano da Muspellheim diventarono le stelle, il sole e la luna.

Tra i resti di Ymir in putrefazione si agitavano delle larve, germi inconsapevoli di nuove vite. Odino ed i suoi fratelli infusero loro l'intelligenza e la coscienza e da quell'informe brulichio nacquero i primi nani.

Con il cranio di Ymir fecero la volta celeste.

A sostenere l'enorme cupola posero quattro nani in corrispondenza dei punti cardinali: "Austri", "Vestri", "Nordhi" e "Sudhri".

I loro nomi indicano i quattro punti cardinali. Dunque dalla carne ricavarono la terra, con le ossa crearono le montagne, con i denti le pietre e le rocce, con i capelli gli alberi.

Dal suo sangue formarono il mare e tutte le acque, con il suo cranio costruirono la volta del cielo, con il suo cervello crearono le nubi.

I tre figli di Bor, mentre passeggiavano su una spiaggia, trovarono due tronchi d'albero e ne trassero delle forme umane.

Odino infuse loro l'anima e la vita; Vili l'intelligenza e Vé i sensi. L'uomo fu chiamato "Askr", "frassino" mentre la donna si chiamò "Embla", "olmo o vite".

Askr e la sua compagna andarono ad abitare nel Midgard e da loro si originò la razza umana.

Alle sue estremità i tre fratelli crearono il territorio destinato ai giganti, lo Jötunheim e tutto intorno costruirono una muraglia grandissima che delimitava il territorio assegnato agli umani.

Gli dei risiedevano nell’Asgard, dove vi era un’enorme sala nella quale si poteva bere idromele, giocare a scacchi e da cui potevano osservare il mondo.

 

 

Valhalla

Asgard

Il Regno degli Dei

Asgard, la città divina, il "recinto degli Asi" dove regnano le divinità degli "Asi" comandate da "Odino".

Odino risiede a "Valaskyalf" "scoglio degli uccisi" nome che richiama la macabra attività del Dio, patrono dei morti in battaglia e dei suicidi, che impiccandosi, gli consacravano la vita. Dal suo alto trono, "Hlindskyalf" può vedere tutto ciò che accade sulla terra.

 

Hlindskialf il trono di Odino

 

Il Dio della luce e dell'innocenza, "Balder" vive a "Breidhablik "vasto splendore", la più luminosa delle dimore divine.

Suo figlio "Forseti" risiede a "Glitnir" "lucente", in un palazzo sorretto da colonne d'oro con un tetto d'argento puro. Il possente "Thor" il più forte tra gli Dèi, è il signore di "Thrudvangar" "sentieri della potenza", dove sorge il palazzo "Bliskirnir" "lo splendente" che con le sue 540 sale è il più grande di Asgard.

"Njördhr" il protettore dei marinai, risiede a "Noatun" "dimora delle navi" (porto), mentre "Ullr", l'arciere degli Dèi, si aggirava cacciando degne prede per la mensa divina a "Ydalir" "valli dei tassi" dove oltre che la selvaggina trova anche il legno adatto per i suoi magnifici archi.

Ai confini di Asgard, nei pressi del "Bifröst" "la tremula via" che collega la cittadella divina al mondo dei mortali, si erge "Himinbjörg" la residenza del guardiano che ha il compito di vigilare sui possedimenti divini: "Heimdall".

La bellissima "Freya", la divinità della bellezza e dell'amore, possiede i vasti territori di "Folkvang" "campo dell'esercito", al cui centro sorge "Sessrumnir" "ricco di seggi", un palazzo con una miriade di seggi destinati a raccogliere la metà dei guerrieri morti valorosamente in battaglia (l'altra metà dei guerrieri appartiene a Odino).

La sposa di Odino, la bella "Frigga", regna a "Fensalir" "dimora del mare", mentre la sua rivale "Saga" che beve a sua insaputa ogni giorno coppe di idromele con Odino, vive a "Sokkvadekkr" "torrente discendente".

Asgard confina con "Alfheim" il territorio degli Elfi chiari, misteriose creature "luminose come la luce del giorno" (al contrario di quelli scuri "neri più della pece" che risiedevano negli oscuri anfratti della terra).

 

 

Il materiale pubblicato su queste pagine è stato preso dal libro "Runemal, il Grande Libro delle Rune" pubblicato con la casa editrice L'Età dell'Acquario.
 

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